Gli orti di Maria Elena

Immergersi nel mondo profumato della Via degli Orti

Mi ero riproposta di ritornare nella Valle del Senio, dove ci sono le aziende agricole dei Pozzi e di Daniele Campalmonti, per cercare l'atmosfera Provenza che questo territorio riproduce con le coltivazioni di lavanda ed erbe officinali.

Sulla stampa, ultimamente, si fa un gran parlare della produzione di lavanda ed erbe officinali nelle nostre valli appenniniche. Un assaggio di questa tendenza l'avevo già avuto da Daniele Campalmonti con le sue serre di basilico e di menta piperita, che trovai inaspettate e strepitose, per cui percorrere la Via degli Orti lungo il fiume Senio è veramente immergersi in un mondo profumato.

La Valle del Senio, insieme alla Valle del Lamone, è un territorio in cui la Toscana travalica il naturale confine determinato dallo spartiacque appenninico e si mescola nelle colline romagnole, creando un'ibridazione di dialetti, usi e costumi.

Andarci in tarda primavera è sicuramente il top, per i colori della lavanda nei prati, ma anche adesso, in estate, il paesaggio rimane suggestivo.
Parto da Faenza e mi dirigo verso Brisighella. La piana si restringe, i primi contrafforti collinari muovono la strada, i campi sono coltivati a kiwi, albicocche, pesche, vite da vino Sangiovese, una campagna rigogliosa, colorata, a dir poco esuberante.

Brisighella, si riconosce da tre scogli di selenite, sui quali sorgono la Rocca Manfrediana, la Torre dell'Orologio e la Basilica del Monticino. Ho letto che la sua fortuna economica la deve alle cave di gesso che sovrastavano la cittadina. Un tempo questo minerale era trasportato con asini, che transitavano per quello che inizialmente era stato il primo bastione a difesa del borgo, ora è conosciuto come Via degli Asini, forse unica strada medioevale sopraelevata e coperta, che prende luce da una serie di arcate. Deliziosa.

A Brisighella, scavallo e scendo nella valle del Senio, verso Riolo Terme. Tra il 1494 e il 1499 feudo di Caterina Sforza, che lo dotò della rocca. Poi a fine ottocento, sull'onda della moda delle città termale europee, Riolo avvia la costruzione delle Terme all'interno di parco secolare.

La Valle del Senio è conosciuta anche come “valle delle abbazie”, per gli insediamenti benedettini che un tempo scandivano il paesaggio medievale, ha una antica tradizione nella coltivazione dello scalogno e delle erbe aromatiche: borraggine, maggiorana, dal timo, santoreggia, nepetella, calendula.



Non a caso a Casola Valsenio si può visitare un Giardino Officinale, che raccoglie sui suoi quattro ettari di terra, 350 specie di piante officinali, medicinali, ornamentali e aromatiche amorevolmente creato nel 1938 dal Prof. Augusto Rinaldi Ceroni, il primo in Italia e tra i più importanti d’Europa per rilievo scientifico.
La lavanda è il simbolo di Casola Valsenio, tant’è che le è stata dedicata anche una strada, la stessa che vi porterà al Giardino.

Andando oltre, chi vuole concedersi un po' di fresco deve arrivare a Palazzuolo sul Senio. E qui è già Toscana, non solo amministrativa, ma nella parlata e nella cucina.

Ma tornando alla lavanda e alle erbe officinali, lungo questo percorso sono molte la aziende che producono erbe officinali, e oltre a quelle dei Soci Agribologna, suggerisco di fermarvi laddove vedete un'insegna o un cartello fatto a mano che indica la produzione e, magari anche, la vendita di prodotti.

Se invece amate semplicemente entrare in contatto con il territorio, abbandonate l'auto, prendete una bicicletta o, individuato il vostro obiettivo, a piedi.
Io ho fatto entrambe le esperienze di mattina presto o nel tardo pomeriggio, quando il sole si è già nascosto dietro alle colline ad ovest della valle, la luce è ottimale e i colori assumono magie particolari. Merita.

I sentieri vi porteranno in bordure colorate o in avvallamenti, come è capitato a me, dove fra un campo di frutta o di vite, si coltivano, in serra o in campo aperto queste erbe. Sicuramente l'esperienza più coinvolgente la farete a contatto con la lavanda, per il suo colore, il suo profumo, ma anche, per la maggiore vastità dell'appezzamento coltivato, con la straordinaria capacità di trasformare il paesaggio.

Un ultimo consiglio, sagre ed eventi. Per partecipare a serate profumate, tenete a mente alcune date:  a Casola Valsenio, nell’ultimo fine settimana di maggio, nel periodo della fioritura, si tiene Erbe In Fiore e all’interno del  Giardino delle Erbe vengono dedicate due giornate a visite, conferenze e laboratori per conoscere e utilizzare i fiori e le piante officinali.

In luglio e agosto, ogni venerdì si tiene invece il Mercatino Serale delle Erbe nella suggestiva cornice del centro storico di Casola. Ma nella Valle del Senio, non troverete solo orti profumati ma anche frutti dimenticati e lo scalogno di Romagna IGP, che qui tiene una buona parte della sua produzione.

E poi, da non perdere, la "Festa dei Frutti Dimenticati", con azzeruole, giuggiole, cotogni, pere volpine, mele della rosa, nespole, avellane, sorbe e corbezzoli, che si tiene in autunno negli stessi giorni della "Festa del Marrone di Casola", altro grande prodotto della valle, con degustazione in strada e nelle trattorie della zona.

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