Angelo e Filippo Musiani li ho trovati nel campo a raccogliere cardi in una giornata nebbiosa, con un'acquerugiola fine che ti entrava nelle ossa, con il sorriso e il calore di chi fa questo lavoro con passione e generosità.

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Angelo e Filippo Musiani, una storia di famiglia

Angelo e Filippo Musiani li ho trovati nel campo a raccogliere cardi in una giornata nebbiosa, con un'acquerugiola fine che ti entrava nelle ossa, con il sorriso e il calore di chi fa questo lavoro con passione e generosità.

La storia me la racconta Angelo, 70 anni ben portati, figlio di contadini, che dopo una parentesi di salumiere al dettaglio, è tornato alla terra, con il fratello Giordano e, oggi, anche con il figlio Filippo.
Con la sua giacca rossa macchiata di terra e fango e il cappellino d'ordinanza, Angelo mi racconta di quando suo padre prima della guerra coltivava il sedano, la loro specialità, insieme ai suoi due fratelli e alla sorella, e di quegli anni '60, nel pieno del boom economico, quando c'erano le tentazioni di uscire dalla campagna e andare in città a fare l'operaio o il commerciante.


Ci provò anche Angelo: "fra il '70 e l'80 abbiamo aperto una salumeria a San Giovanni in Persiceto e le cose per un po' sono andate bene. Il fatto che venivamo dalla campagna ci ha aiutato a convincere i clienti sulla bontà e la genuinità dei prodotti, ma poi, progressivamente, le tasse, la burocrazia, hanno aumentato i costi, ridotti i margini e l'entusiasmo si è spento".
Morale, hanno venduto la salumeria e sono tornati in campagna e complice il fatto che molti abbandonavano l'agricoltura, ne hanno approfittato per comprare della terra.



"E così siamo venuti qua, fra S. Giovanni e Anzola dell'Emilia, e a forza di due ettari qua e tre ettari là, oggi con 10 ettari ci siamo definitivamente dedicati al sedano, che rimane il nostro punto di forza, ma anche asparagi e cardi e così, grazie al Signore, abbiamo mangiato il pane!".
La stagione inizia a marzo con gli asparagi. Adesso sono un grande cespuglio di erba alta color marrone bruciato, stanno lì a radicare, finché non saranno uscite le punte nuove in primavera. Poi si continua con il sedano, a cui viene dedicato uno spazio di terra importante e infine, a luglio, quando si piantano i cardi per raccoglierli in novembre, fino all'Immacolata.

Completano le colture, un po' di aglio e di cipolle. I cardi sono una passione nuova. Angelo e Filippo non si autodefiniscono "professionisti del cardo", ma questa coltura la fanno con entusiasmo. Iniziano nell'ultima settimana di luglio, con la trapiantatura delle piantine. In questo territorrio fa molto caldo e non è il massimo per i cardi. Bisogna stare attenti agli insetti e dato che non ci sono prodotti registrati per contrastarli, occorre fare molta attenzione.

"Quando i cardi sono cresciuti, in ottobre vengono avvolti nelle camicie di tela nere per favorire il candore e la morbidezza della costa e legati uno ad uno. Un lavoro duro che comporta tempo e che viene fatto esclusivamente in famiglia. In novembre si inizia a tagliarli prima che diventi molto freddo. Il cardo ama il freddo umido, ma non il gelo."

A metà dicembre tutto è finito. Non praticano la buca per proteggerli dal freddo e allungare la stagione. Va bene così: i cardi rappresentano l'opportunità di ampliare l'assortimento produttivo e prolungare la stagione fino a Natale e sono una coltura di nicchia che consente di ottenere anche un buon reddito. I Musiani fanno prevalentemente il cardo bolognese, dritto a coste strette, con qualche centinaio di piante di cardo a coste larghe, destinate ad un pubblico di amatori di questa varietà.

Filippo che nel frattempo è rimasto a tagliare alla base i cardi, togliendo la manica di tela e cimandoli alla base e alla testa, ha riempito il rimorchio del trattore per realizzare una prima lavorazione di "confezionamento".
Filippo, 41 anni, felpa nera targata New York Everlast, barba e sorriso contagioso, al contrario è sempre stato in campagna, fin da quando aveva 6/7 anni e aiutava i genitori, poi gli studi tecnici, e finita la leva militare, stabilmente sul "pezzo", a tagliare asparagi e sedani, mettendo a frutto studi ed esperienza in officina, per costruire alcune macchine per agevolare il lavoro manuale in Azienda.

Me lo dimostra quando rientriamo in magazzino con il rimorchio pieno di cardi per confezionarli per Agribologna, destinati al mercato e alla GDO. Una macchinetta semplice, azionata da un compressore che spinge due leve, su cui scorre il nastro rosso con il logo Agribologna, che avvolgono il cardo tenendolo ben stretto alle due estremità.

Un'operazione che fornisce ulteriore valore a questo prodotto che Angelo e Filippo Musiani hanno iniziato a coltivare a luglio e dopo 4 mesi, di sole, acqua e fatica hanno portato a termine per dare al consumatore, ancora intatto, il gusto e il sapore antico del cardo bolognese.

Il tutto fatto in casa, fra padre, figlio, zio, con le proprie braccia, senza aiuti dall'esterno. Ancora una volta una storia di famiglia, una storia di valore.
 
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