I Soci si Raccontano

Massimo, quando la specializzazione diventa un valore

Massimo Castellari, classe 1963, professione agricoltore specializzato in lattughe e rucola, in Castenaso, Bologna. Potrebbero essere queste poche parole, e il suo viso, per fissare nella mia memoria la semplicità, direi disarmante, con cui ti parla, si racconta e ti mostra il lavoro che fa tutti i giorni.

Vado da Massimo, in un giorno di aprile, con il sole già caldo, in cerca di Gioacchino Rossini, il grande musicista che a inizio Ottocento, teneva nelle terre di Castenaso una villa di campagna.
Della villa rimane solo un pozzo, ma ho trovato Massimo, socio Agribologna, che mi riempie la mattina con la sua spontaneità.

Spontaneità, semplicità, empatia, sono i tratti delle impressioni che ricevo quando mi viene incontro, mi stringe la mano e mi saluta. Sono venuta per inserirlo nella mia galleria di ritratti dei soci Agribologna, un altro tassello del sempre più variegato e umanissimo affresco della base sociale di questo Consorzio. 

Massimo è sul pezzo fin da quando era ragazzo con suo padre, trasferitosi da Ponte Rizzoli in queste terre nel 1960.

"Allora era mezzadro, aveva la stalla con la classica dozzina di vacche da latte, frumento e medica per il foraggio. Poi nel 1972, il proprietario vende e mio padre acquista, e inizia una lenta trasformazione dell'azienda agricola".Che il mercato accelera per la insufficiente efficacia reddituale di queste piccole stalle e per una richiesta sempre maggiore di ortaggi freschi che le cooperative di ortolani iniziavano ad affermare.
Dapprima in Cona, una delle cooperative fondatrici del Consorzio, e poi in Agribologna, Massimo, che nel frattempo diventa titolare dell'azienda agricola, fa i primi investimenti strutturali - le serre fisse, il magazzino per la prima lavorazione dei prodotti, la formazione tecnica - per convertire tutta la produzione in ortaggi.
Oggi ha 12 ettari in proprietà e uno in affitto. dedicati a lattuga e rucola, oltre ad una piccola produzione di grano duro per la rotazione della terra.

Massimo è specializzato in lattuga trocadero, romana e rucola, perché "è meglio concentrarsi in poche colture, per farle bene, prodotti buoni, non disperdere gli sforzi... prima facevo anche i finocchi, i radicchi, ma a volte non venivano bene". Massimo crede in questo modello di impresa e anche la scelta delle varietà ne è una conseguenza. 

La produzione è concentrata sulla lattuga trocadero, una delle varietà di maggior volume,  che ha bisogno di qualità e la specializzazione aiuta, e lattuga romana, un po' in disuso qui nel nostro mercato, ma molto richiesta in Sardegna, tradizionale sbocco commerciale delle produzioni nostrane.
"La romana è croccante, perfetta nelle insalate estive e ha una ottima resa" mi dice con soddisfazione Massimo, mentre ne taglia un cespo per mostrarmi come non ci sia praticamente scarto, le foglie esterne sono belle, e sono croccanti" come quelle più interne, più protette e più dolci.
La soddisfazione di Massimo è totale, evidente come il sole sulle nostre teste: quale momento più favorevole per una sua foto con la romana?
E poi la rucola, una volta verdura di nicchia, che ha preso spazio nelle case per le insalate, ma anche nella ristorazione, nei bar, e che rappresenta uno dei prodotti trend del mercato di Bologna. "La rucola viene piantata a settembre / ottobre poi si raccoglie un po' in inverno, ma il grosso del raccolto è fra febbraio e maggio. In estate la rucola soffre e si dirada la produzione.

Si fanno 5/6 raccolte e il valore aggiunto non è male, anche se c'è un certo lavoro nella raccolta in quanto viene tagliata a mano, quasi tutti i giorni." La rucola teme il caldo e anche la lavorazione a piccoli mazzi viene fatta subito e poi conservata in frigo per mantenere la freschezza prima del trasporto in mercato o in magazzino in Agribologna. 
Per questi lavori ci sono la sorella di Massimo e i due figli, un maschio e una femmina, il primo già operativo in azienda, la seconda si vedrà. La passione per la terra e i suoi frutti è un amore della maturità, più che della gioventù.

Ma in agricoltura ci sono tante possibilità per innovare, fare, mettere in gioco volontà e creatività. 
Massimo lo dimostra con semplicità nel comportamento e nella gestione della sua azienda agricola, trasformandoli in valore.
 
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