Pinzimonio
La parola pinzimonio una volta era usata solo in Toscana per indicare l’uso, all’inizio o alla fine del pasto, di mangiare le verdure crude intinte nell’olio e sale.
Quello del pinzimonio è un uso molto antico, già diffuso nei grandi banchetti rinascimentali, quando i vassoi di portata erano dei veri e propri trionfi, decorati con variopinte verdure che venivano consumate alla conclusione del pasto, intinte nei sughi delle carni che avevano decorato. Questa tradizione è stata tramandata nel tempo fino a quando le verdure fresche hanno iniziato ad essere concepite come piatto a sé.
Ingredienti
Per 4 persone:
1 finocchio, 4 carote, 1 cetriolo, 1 sedano, alcuni cipollotti ed un mazzetto di ravanelli. Olio extra vergine di oliva, aceto (o succo di limone), sale e pepe.
Preparazione
Emulsionate l’olio extravergine di oliva con l’aceto (o il succo di limone). Mescolate rapidamente con una forchetta aggiungendo un pizzico di sale e del pepe appena macinato prima di disporre in piccole ciotole.
Eliminate dal finocchio e dal sedano le foglie esterne più coriacee. Il finocchio andrà tagliato in 4 parti, che ancora andranno poi divise a metà. Il sedano va tagliato in coste sottili, così come le carote ed il cetriolo (che va sbucciato). Eliminare le radici, la parte finale e la membrana esterna dei cipollotti. I ravanelli vanno lavati e raschiati leggermente (conservando possibilmente le foglioline del mazzetto, che sono eccellenti ed hanno un sapore leggermente piccante).
La ricetta è molto semplice ma sempre ad effetto soprattutto se presentata in tavola in modo decorativo ad esempio ben disposta su un piatto da portata.